Scuola Kyu Shin Do Kai Parma
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Chi Siamo

La Scuola Superiore KYU SHIN DO KAI PARMA è un'Associazione Sportiva Dilettantistica presente a Parma dal 1985.

Dal nostro statuto:

L'associazione ha per oggetto la promozione, senza scopo di lucro, di un'iniziativa sportivo-culturale per tutti coloro che intendono vivere l'esperienza delle Arti Marziali giapponesi come momento d'impegno e di personale educazione e maturazione umana, tanto individuale che collettiva, e programma altresì tutte quelle attività culturali legate alla crescita e al miglioramento dell'essere umano sia nella capacità di conoscere SE' stesso che in quella di rapportarsi con la società. L'associazione svolge prioritariamente l'insegnamento e la pratica del Judo riconoscendone l'elevata moralità' ed importanza educativa così come espresso dal motto del suo fondatore maestro Jigoro Kano: -ji ta kyoei sei ryoku zen yo- ossia "insieme per progredire con il miglior impiego dell'energia.

L'iniziativa di fondare la scuola si deve al Maestro Luigi Crescini, attuale Direttore Tecnico, al quale fin da subito si è aggiunta la collaborazione di amici e allievi che ancora oggi ricoprono ruoli dirigenziali all'interno della Scuola: Massimiliano Cortesi, Lucia Rubini, Francesco Rasori, Derna Palmisano, Michele Tiberti, Mauro Piroli ed il compianto Prof. Renato Ferrari.

Kyu Shin Do Kai è il nome della Scuola fondata a Fidenza nel 1973 dal Maestro Fausto Taiten Guareschi, da dove il Maestro Crescini e altri collaboratori provengono ed hanno iniziato a praticare Judo. Crescini allievo del Maestro Guareschi, ne ha voluto preservare il nome per mantenere vivi quei valori che hanno improntato la sua stessa educazione sin da ragazzo. Scuola e non solo Associazione Sportiva perché sin dagli inizi nei suoi intenti non c'erano solo semplici scopi "agonistici", ma anche principi educativi, sociali, culturali e morali. Il termine "Kyu Shin Do" è un concetto filosofico sviluppato dal Maestro di Budo Kenshiro Abbe verso la metà del XX° secolo e che divenne il concetto fondamentale per il suo approccio personale al Judo. Kyu significa sfera o cerchio, ma può anche significare ricerca o studio; Shin, cuore, può significare anche spirito, verità; Do è la Via il cammino, mentre Kai vuol dire associazione. Kyu Shin Do, nell'accezione di Abbe, avrebbe a che fare con l'intuizione avuta negli anni di pratica al Butokukai, attorno al 1930, sull'efficienza dell'utilizzo della forza centripeta nel proiettare avversari anche molto "più grandi", ed è probabile che questa sua idea abbia portato al suo ulteriore sviluppo come filosofia ed assumere quindi un'interpretazione più ampia come Via che porta alla ricerca dell'essenza delle cose o della verità. Abbe inoltre in tutta la sua vita ebbe un approccio multidisciplinare verso le Arti Marziali, nel vero spirito del Budo, portandolo ad avere notevoli competenze in diverse discipline: Judo, Aikido, Kendo, Karate, Kyudo e Ju-Kenjitsu, e appunto da questi suoi "studi" sviluppò il Metodo.

In questi primi ventinove anni di storia il KSDK Parma ha traslocato numerose volte: la prima sede viene avviata in un vecchio capannone artigianale-industriale riadattato ubicato in via Trieste (1985 - 1990), la seconda in una ex fabbrica di via Palermo (1990 - 2002), per arrivare nel settembre del 2002 nella nuova e prestigiosa sede all'interno del centro sportivo S. Martino. Era l'inverno del 1985, uno dei più freddi e nevosi degli ultimi decenni e allora la rivista interna Kyu Shin redatta allora dal Kyu Shin Do Kai Fidenza diceva:

"...sulle finestre di un cortile interno, in via Trieste n° 60 a Parma, spiccano delle lettere rosse: Kyu Shin Do Kai. Nel gelo e nel biancore di questo inverno, quelle finestre illuminate destano curiosità, spingono ad entrare. Si sale una breve rampa di scale e dalla porta appena accostata si passa in un atrio candido, dove un discreto profumo d'incenso dà il benvenuto. Il Dojo dove si praticano le Arti Marziali, si intravede appena oltre una porta a vetri: numerosi tatami occupano due grandi sale, dalle cui pareti spiccano ritratti di vecchi maestri e calligrafie giapponesi. Poi, come per nulla, ragazzi e ragazze in kimono bianco escono dagli spogliatoi: ordinati e silenziosi salgono sul tatami e la lezione ha inizio"

Questo delicato ritratto descrive i profumi, l'atmosfera, l'armonia di una struttura "nata e costruita con le mani" per l'impegno e il lavoro assiduo di un gruppo di appassionati, e principalmente di Luigi Crescini poi maestro della Scuola. Il Kyu Shin Do Kai proponeva allora quattro corsi: due di Judo, bambini e adulti, un corso di Karate e uno di Aikido. Nei seguenti cinque anni il Dojo ospitò più di 600 iscritti: erano bambini, giovani e adulti curiosi di approfondire una cultura ancora poco conosciuta nella nostra città, avvolta di fascino e mistero.

Alla fine degli anni '80 la sala di pratica da 70 tatami del Dojo di via Trieste non era più sufficiente per realizzare gli ambiziosi progetti della Scuola, quindi si rese necessario realizzare una nuova struttura. Il progetto fu affidato ad un'amica, l'architetto Giacinta Manfredi affiancata da Francesco Rasori allora allievo. I lavori vennero portati a termine non senza disavventure e problemi vari, grazie al lavoro ed all'impegno di tutti coloro che passarono la torrida estate del 1990 scrostando, pulendo e verniciando muri.

Sotto la presidenza del prof. Renato Ferrari, Maestro del corso di Aikido per molti anni, prende vita così il "secondo" KSDK in via Palermo 16/A in un edificio degli anni 50 che fino a poco tempo prima ospitava un'officina meccanica. Un Dojo di 170 tatami che ospiterà la Scuola per 10 anni. In quel periodo si consolidarono i corsi di Judo, che crebbero di numero e qualità, differenziati per adulti, ragazzi e 2 per bambini; continuò l'esperienza del Karate e dell'Aikido e nacquero corsi di Kick Boxing, Tai Chi e ginnastica per la terza età.

In quel periodo la Scuola attivò anche corsi esterni di Judo a Collecchio, San Polo di Torrile, e Monticelli Terme che continueranno a formare tanti nuovi giovani judoka e a diffondere la cultura della Scuola.

Arriviamo quindi al 2002 quando il KSDK pensa in grande e al futuro, realizzando la nuova struttura presso il centro sportivo Cortile S. Martino, progettata ex novo secondo le mutate esigenze funzionali: la nuova e prestigiosa sede nasce dal progetto dell'Architetto Francesco Rasori, divenuto Presidente della Scuola.

L'idea architettonica che sta alla base del progetto trae ispirazione dal "Dojo" tradizionale giapponese, con la sua forma tipica a pagoda, con una forte caratterizzazione, tale che fin dal primo sguardo si ha l'idea delle attività svolte al suo interno. All'interno del fabbricato, al piano terra, domina la sala centrale, il "Dojo", luogo di pratica, fulcro di tutte le attività, illuminato e arieggiato dalle numerose finestre poste tutt'intorno. Si è voluto dare molto spazio alla luce naturale, all'ariosità, per avere la sensazione di praticare all'aperto ed in estate aprire il luogo all'esterno direttamente sul prato circostante.

Il nuovo impianto così concepito ci ha permesso di ampliare l'offerta formativa ed accrescere il numero dei praticanti. In questi anni la Scuola ha raggiunto quasi le 5000 iscrizioni, i corsi si sono moltiplicati sia per il Judo, che per le altre discipline (Aikido, Karate, Yoga, ginnastica correttiva, ginnastica per la terza età, Tai Chi, Kick Boxing, Thai Boxe, Ju Jitsu), tutte attività sempre in linea con l'idea iniziale e con i principi statutari.

Il 14 gennaio 2011 segna una tappa fondamentale: al termine di un lungo percorso di confronto e di dialogo con il Comune di Parma durato oltre quattro anni, l'allora assessore allo sport Roberto Ghiretti ufficializza l'intitolazione del palazzetto a "Casa del Judo Jigoro Kano" riconoscendo contemporaneamente con un serata di cerimonia davanti alle autorità cittadine, il pubblico riconoscimento di KSDK come agenzia educativa, di vitale importanza per il quartiere e per Parma. La scelta di intitolare l'impianto al Maestro giapponese Jigoro Kano, apprezzato per il carisma e la grande figura di educatore, fa della nostra struttura la prima ed unica in Italia a portare il nome dell'ideatore e fondatore del metodo judo.

In questi anni grazie all'impegno del nostro gruppo Dirigente, quel gruppo originario di appassionati al quale si sono aggiunti altri giovani, e alla preparazione del nostro staff Tecnico-Didattico creatosi e cresciuto al nostro interno, ci siamo guadagnati negli anni una consolidata fama di serietà e professionalità nell' educazione attraverso l'insegnamento delle discipline di combattimento. La Scuola infatti nel corso degli anni ha formato non solo numerose cinture nere, ma anche insegnanti e tecnici federali di grande professionalità, costituendo per alcuni sbocco lavorativo nell'impiego dei numerosi corsi che il KSDK dirige in tutto il territorio provinciale.

In particolare nel Judo, disciplina olimpica, dove abbiamo raggiunto ottimi livelli agonistici sia in ambito nazionale che internazionale, completando l'ultimo quadriennio 2009/2012 tra le prime dieci società nella classifica nazionale FIJLKAM, e restando sempre al vertice in quella regionale.

Il nostro obiettivo prioritario che ci contraddistingue è sempre rimasto l'aspetto educativo, che in linea con quanto esplicitato dal Maestro Jigoro Kano prevede la crescita dell'individuo attraverso la pratica costante ed il duro allenamento che conduce alla comprensione del miglior impiego dell'energia (seiryoku zen yo) attraverso amicizia e mutua prosperità (jita kyo ei), perché la pratica si basa sul reciproco aiuto: Judo non si può praticare da soli. L'insegnamento non pone eccessiva enfasi sul momento agonistico, che diventa esclusiva verifica del lavoro svolto su sé stessi nel confronto con gli altri, perché è solamente "superando il concetto di vittoria e sconfitta, come diceva il fondatore, che si giunge a porre il piede sulla Via: significa che bisogna andare oltre l'idea di battere l'avversario per giungere a combattere il proprio ego nello sforzo di migliorarsi".

Educare al combattimento nel Judo come nella vita, dare tutto sé stessi nel raggiungimento di un obiettivo, formare il proprio carattere attraverso il duro allenamento, contribuire alla crescita del Dojo e della Società, questi i principi che guidano la pratica quotidiana. Le persone formate al KSDK porteranno la loro esperienza nella vita di tutti i giorni, sul lavoro, nel rapporto con gli altri per "essere utili" alla società e in quest'ottica futura il KSDK continuerà il suo cammino.

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