Judo

Il Judo

È una disciplina di combattimento a mani nude che si fonda sulla capacità di sfruttare la forza dell’altro a proprio favore in modo che possa vincere il migliore, non il più muscoloso.

Il Judo è sport olimpico dal 1964 e nasce nella seconda metà dell’800 dalla sintesi tra diversi stili di ju-jutsu praticati da secoli in Giappone. Il termine judo spiega molto: ‘ju’ vuol dire ‘cedevolezza’ e ‘do’ significa ‘via’, e il termine è da leggere in contrapposizione a ‘jutsu’, semplice ‘tecnica’. Il maestro Jigoro Kano ha fondato così un’arte marziale che indica la via per scoprire ed educare sé stessi attraverso disciplina e combattimento.

Il primo successo dei maestri di Judo fu sconfiggere le scuole di ju jutsu nel 1886 aggiudicandosi il bando per l’insegnamento alla polizia di Tokyo. Da allora il Judo è diventato una delle discipline più diffuse al mondo.

L’allenamento è molto vario, comprende esercizi aerobici, anaerobici, di coordinamento, tecnica e combattimento più o meno intenso secondo l’intenzione di ciascuno.

Nei bambini è molto indicato per lo sviluppo della coordinazione e della concentrazione, per la disciplina, la conoscenza e il dominio dell’aggressività.

Indirizza i giovani a pratiche agonistiche di alto livello e ad allenamenti intensi che favoriscono lo sviluppo armonico, forte ed elastico del corpo.
Agli adulti permette una maggiore conoscenza di sé e  la scoperta della filosofia orientale del corpo.

Per le donne è un’efficace arma di difesa personale perché allena alla risposta di fronte alle aggressioni con forte contatto fisico.

La squadra agonistica del KSDK Parma partecipa a tutti i più importanti appuntamenti del calendario nazionale FIJLKAM. Numerosi e prestigiosi i risultati, nel 2017 i ragazzi del KSDK sono saliti 5 volte sui podi dei campionati Italiani, conquistando 2 argenti e 2 bronzi, e sono numerose  le convocazioni e le partecipazioni agli eventi internazionali EJU e IJF,Campionati Modiali e Campionati Europei con ben quattro medaglie europee giovanili vinte.

Un esempio su tutti: Edwige Gwend, due volte atleta Olimpica, più volte campionessa italiana e medagliata agli Europei che ha militato nelle fila giovanili del KSDK.

Orari dei corsi


 

Judo: brevi cenni storici

La storia giapponese è abbastanza particolare: il suo Medioevo a differenza del nostro, dura fino al 1868, quando, con la Restaurazione Meiji, cioè il ritorno al potere dell'Imperatore, il Giappone inizia un periodo di ammodernamento affacciandosi sulla scena internazionale. Il sistema feudale fu demolito, furono aboliti di conseguenza i poteri sociali e politici dei Samurai e fu proibito il porto della spada, in questo periodo di ondeggiamento tra un occidentalizzazione spinta e un ritorno alla tradizione abbandonata si inserisce “la figura ed il pensiero” del fondatore del Judo, il Prof. Jigoro Kano.

Jigoro Kano nacque nel 1860 a Mikage. Nel 1871 si trasferì a Tokyo. Studiò i primi rudimenti del Ju-Jitsu sotto la guida del M° Teinosuke Yagi. In seguito studiò le tecniche di proiezione della Scuola Kito Ryu con il M° Tsunetoshi Ikubo e quelle di controllo della Scuola Tenjin Shin’Yo Ryu con i M° Hachinosuke Fukuda e Masamoto Iso. Nel 1882 creò un proprio metodo in cui classificò le tecniche di lancio di Kito Ryu e quelle di controllo di Tenjin Shin’Yo Ryo.

Chiamò la suo Scuola Judo Kodokan per distinguerla da quella di Ju-Jitsu di Jikishin Ryu e da altre Scuole che usavano anch’esse il termine judo. Aveva allora 23 anni ed era insegnante del Gakushuin (Scuola dei Pari). Fondò il Kodokan nel Tempio Buddista di Eishoji con un dojo costituito da 12 tatami, e nel primo anno gli allievi furono 9 in tutto.

Nel 1886 sotto gli auspici della polizia metropolitana fu indetto un Torneo tra la Scuola del Judo Kodokan e quella di Ju-Jitsu del M° Hikosuke Totsuka che contava molti seguaci. La Scuola del Kodokan su 15 incontri ne vinse 13, pareggiandone 2. Si stabilì così la supremazia del Judo Kodokan sulle altre Scuole di Ju-Jitsu, non solo nei principi ma anche nella tecnica. La formula tecnica del Judo Kodokan fu completata intorno al 1887, mentre i suoi principi filosofici raggiunsero i massimi livelli attorno al 1922. Fu fondata in quell’anno la società culturale del Kodokan e fu proposto un movimento sociale che aveva per motto Seiryoku Zen’Yo (la massima efficacia) e Jita Kyoei (prosperità e mutuo benessere). Jigoro Kano morì nel 1938.

Il Judo su ammesso per la prima volta alle Olimpiadi nel 1964, a Tokyo, coronando così il sogno del suo fondatore.

Che cosa significa Judo?

La parola Judo è composta da due ideogrammi che contengono in sé sia un significato etimologico che uno concettuale, filosofico.

La parola "JU" è il principio della cedevolezza e trova origine nella filosofia cinese e fu applicato ai più vari aspetti della vita quotidiana. La sua prima apparizione la si può trovare in un libro di strategia militare che risale a molti secoli prima della nascita di Cristo e la sua descrizione è: " La cedevolezza controlla la forza, la dolcezza controlla l'arroganza, la morbidezza è una virtù, la rigidità un difetto; il più debole è aiutato, il forte attaccato."

Il principio della cedevolezza è rappresentato dal salice che flette i suoi rami sotto il peso della neve per evitare che si spezzino come quelli della forte quercia. Quindi, tecnicamente, la cedevolezza non è da intendersi come un completo abbandono, ma un utilizzo intelligente della forza e del movimento dell'altro.

La parola "DO" significa VIA: esso è il concetto stesso della vita, è la strada che un individuo deve percorrere durante lo sviluppo FISICO, MORALE, INTELLETTUALE per il miglioramento personale e della società che lo circonda Kano preferì la parola "DO" a "JUTSU" (Arte) in quanto descriveva bene l'innovazione che il Judo portava rispetto alle altre discipline di combattimento.

Judo: un metodo educativo

Storicamente il Judo nasce come una disciplina educativa e in seguito vi s'aggiungono componenti sociali, culturali e sportive. Tecnicamente il Judo evolve con i tempi e ogni maestro può e deve applicarlo nelle realtà in cui si trova.

Jigoro Kano volle soprattutto creare un METODO EDUCATIVO, intendendo con educazione lo sviluppo armonico di fisico, intelletto e moralità, sostenendo che un corpo sano è fondamentale per le attività mentali e spirituali, e che ha valore solo quando è di aiuto a chi lo possiede nello svolgimento di attività utili alla Società.

Nelle due "massime": "tutti insieme per progredire" attraverso "il miglior impiego dell'Energia" Kano asserisce che la prima costituisce il modo di agire che risiede nell'armonia e nella collaborazione con gli altri; mentre la seconda è fondamentale allo sviluppo, al progresso e al miglioramento qualunque sia l'obbiettivo da raggiungere, utilizzando al meglio le nostre capacità e potenzialità.

Egli era infatti convinto che un buon uso “dell'energia” indirizzato all'educazione fisica potesse migliorare il corpo; indirizzato alla mente , la cultura intellettuale e la morale; invece indirizzato alla quotidianità , il modo di vita. A chi lo pratica, il Judo infonde un'esperienza reale di combattimento all'interno e all'esterno di sé stessi, intendendo per "combattimento" non violenza o aggressività, ma un mezzo per poter affrontare e risolvere gli ostacoli che la vita ci propone quotidianamente.

Una disciplina che è pratica individuale, ma che necessita anche “dell’altro" per il suo fondamentale apprendimento, cioè, attraverso il confronto con gli altri la possibilità di vedere e studiare i propri limiti, conoscerli , superarli, dove il percorso, il cammino, la "via," è più importante del risultato stesso che si vorrebbe ottenere.

Jigoro kano disse ancora a tale proposto: "Quando la massima efficacia è applicata all'elevazione e alla perfezione dello spirito e del corpo nella scienza dell'attacco e della difesa, richiede soprattutto ordine e armonia tra tutti i membri di un gruppo e questa condizione può essere ottenuta con l'aiuto e le mutue concessioni, che portano alla prosperità ed al mutuo benessere". Per conseguenza il fine ultimo del Judo é d'inculcare nell'animo dell'uomo lo spirito di rispetto per i principi della "massima efficacia" e di "prosperità e mutuo benessere", inducendolo così a praticarli. Individualmente e collettivamente tale uomo può raggiungere lo stadio più elevato e nello stesso tempo sviluppare il suo corpo ad imparare l'arte dell'attacco e della difesa".

La massima efficacia nell'utilizzazione dello spirito e del corpo è il principio fondamentale che regge tutte le tecniche del Judo, ma è anche qualche cosa di più. Esso può essere applicato a migliorare il corpo umano, rendendolo forte, sano e utile, costituendo così una educazione fisica.

Può incrementare la forza intellettuale e morale, diventando una forma educativa, parimenti può essere applicato a perfezionare gli organismi sociali, l'abbigliamento, i problemi dell'alloggio, le relazioni sociali, i metodi di lavoro, costituendo così il modello di un'arte di vita.

A questo principio universale ho dato il nome di Judo.

Suddivisione tecnica del Judo

 

II JUDO è diviso in due gruppi tecnici fondamentali: Shinken Shobu Waza, "tecniche di combattimento reale", che comprende tutte le possibili azioni (proiezioni, colpi con le mani e con i piedi, leve articolari, soffocamenti, ecc ) del judo stesso, e Randori Waza ,le "tecniche dell'esercizio libero", a cui, però, è stato tolto tutto quello che non è facilmente controllabile e pericoloso.

Possiamo quindi dire che tenuto conto di una giusta personalizzazione e di una necessaria progressione in funzione anche delle differenti età, il judo sia una disciplina praticabile da tutti.

Lo studio tecnico avviene attraverso esercizi specifici e metodi di allenamento, spesso molto vari tra loro e legati ad esperienze di vari Maestri Al di là di tutte le tecniche o metodi di allenamento, la pratica fondamentale è KATA e RANDORI. Il principiante deve capire che la pratica del Judo non è solo esercizio fisico, dove indirettamente, a causa di un avversario che si ha di fronte, anche la mente è costretta a partecipare.

Il Judo è una disciplina che prevede esercizi per lo sviluppo fisico e tecnico (RANDORI) ed esercizi per potenziare determinate facoltà mentali (KATA). Nei KATA, la mente del praticante interviene direttamente e ne guida tutti i movimenti con la massima precisione, controlla la respirazione, la posizione e sviluppa la capacità di attenzione; è un combattimento intcriore contro se stessi. Nel RANDORI, la mente interviene indirettamente, coinvolta dall'avversario : tutte le sue capacità sono in armonia con il “fisico”, che è il mezzo per dimostrare le proprie qualità in combattimento.

E' importante ai fini della "massima efficacia nell'utilizzazione dello spirito e del corpo" che l'allenamento sia basato principalmente su KATA e RANDORI.
E' inutile allenare la mente durante il RANDORI o potenziare la tecnica attraverso il KATA, non è il loro scopo. KATA e RANDORI sono due esercizi diversi tra loro ma complementari; indispensabili per comprendere e applicare i principi fondamentali del judo.

Gli insegnanti

I corsi di Judo sono tenuti dal Direttore Tecnico della Scuola, M° Luigi Crescini e dai suoi allievi.

Luigi Crescini ha cominciato a praticare Judo sotto la guida del M° Fausto Guareschi nel 1973, attualmente ha il grado di cintura nera 6° Dan, ha la Qualifica di Maestro per la FSN Fijlkam, è Presidente della Commissione Insegnanti Tecnici FIJLKAM ed Arbitro Internazionale di Kata IJF.